
Un giocatore della nazionale coreana e uno della nazionale italiana muoiono lo stesso giorno. Quando arrivano in Paradiso, vengono accolti da San Pietro:
«Mi dispiace, ragazzi: siete due brave persone, ma con tutto quello che succede sulla Terra — guerre, epidemie, incidenti — stanno morendo troppe persone e qui in Paradiso siamo stati costretti a tenere i posti contati per categorie. In pratica, c’è un solo posto per i calciatori: o uno o l’altro.»
Allora il coreano dice: «Perché non facciamo una sfida a calcio? Uno contro uno, senza portiere!»
E l’italiano: «Ma sono scemo? Voi avete sempre barato, io non me la sento!»
San Pietro allora interviene, punto nell’orgoglio: «Guarda che qui in Paradiso non si fanno favoritismi. Vincerà il migliore. Arbitrerò io stesso l’incontro!»
I due giocano la partita e il giocatore coreano vince per 1-0. Il giocatore italiano corre minaccioso da San Pietro, che, vedendolo, si mette subito sulla difensiva:
«Che altro vuoi? Hai perso, voi italiani non sapete perdere. Magari pensi pure che anche in Paradiso la Corea compri le partite?»
E il giocatore italiano: «Io non penso niente, però mi devi spiegare come si fa ad annullarmi due gol per fuorigioco se sto giocando da solo!»
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